le regole del gioco

Pubblicazione originale qui.

Era una fine di giugno. Quella del 2006. Il vostro VQ nacque nella mente del suo creatore e pochi minuti dopo, d’impulso, creava un blog e pubblicava il suo primo articolo.

Il VQ delle origini aveva colori diversi, vestiti chiari e umori rossi e verdi. Oggi gli abiti si sono scuriti. L’umore più serio. Lo sguardo s’è approfondito.

La sabbia dentro il simulacro di pezza, però, è rimasta la stessa. Ci si possono fare castelli effimeri, scavare buche e riempirle d’acqua, impastare cemento o gettarla negli occhi ed in bocca. Si può usare per smerigliare lastre di vetro o decorare pipe in radica. Alla fine rimane la medesima sabbia.

VQ indossa l’armatura. E’ d’ebanite come due affilate stilografiche: quella metaforica per scrivere sul web, e quella vera, che porto in tasca. Sono le mie armi.

Da questo sito non avrete nulla che io non voglia concedere. Ho molto da dire, ma decido io cosa e quando. Voi lettori potete intervenire e discutere, ma soltanto perché io lo concedo. Va da sé che gl’importuni sono banditi, il linguaggio scorretto e l’intolleranza non sono tollerati. Utilizzare questo sito sottintende l’accettazione integrale delle regole qui descritte e di eventuali aggiunte e aggiornamenti.

I babbei saranno ridicolizzati. Il fatto che sia diventato facile rendere pubbliche le proprie opinioni, non vuol dire che chiunque sia autorizzato a farlo: chi è del tutto ignorante su un argomento non ha il diritto di esprimersi su di esso prima di aver studiato. Democrazia non vuol dire essere liberi di dire stronzate [1. Nel senso attribuito al termine dal filosofo Harry G. Frankfurt (On Bullshit, Princeton University Press, 2005; trad. Stronzate. Un saggio filosofico, Rizzoli, 2005)]. Si rispetta la democrazia solo rispettando la verità.

Gli argomenti di carattere scientifico o medico richiedono una trattazione rigorosa, per cui ogni intervento che li riguardi dovrà essere adeguatamente documentato pena l’eliminazione. Ci sono già troppi ciarlatani che diffondono sul web le loro finte cure. Se voleste sostenere le loro teorie, fatelo altrove.

Gli articoli su fatti personali potranno essere chiusi ai commenti, a mia discrezione. Le posizioni politiche, filosofiche e le opinioni di ogni genere sono bene accette, ma sono esclusi gli estremisti e gli idioti. In modo particolare sono banditi i razzisti d’ogni specie. In ogni caso, spetterà unicamente a me giudicare. Se la cosa vi disturba, affari vostri.

Sono sicuro della correttezza delle mie idee e posizioni, fondate su fatti oggettivi e concreti. Per questo sono disponibile a metterle in discussione. Se vorrete confutarle, accomodatevi. In tal caso, però, fareste bene ad argomentare le vostre obiezioni in modo rigoroso. Rischiereste, altrimenti, di rimediare clamorose figuracce. E io non avrò scrupoli a ridicolizzare gl’idioti, gl’imbroglioni ed i soliti fastidiosi furbetti: è un’attività meritoria e divertente smascherare certa gentaglia.

Mi pare di aver scritto quanto necessario. Patti chiari…

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