Il DRM sugli ebook è una stronzata pazzesca

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Ieri sera ho comprato tre libri, in formato epub, di Maurizio De Giovanni, uno dei miei scrittori preferiti. Nonostante il prezzo: quasi 30€ per tre file è oggettivamente una esagerazione, considerato che a guadagnarci è soprattutto l’editore. Però questa è un’altra storia, magari  ne parliamo un’altra volta.

Allora, l’acquisto dei libri è facile: click sui titoli, checkout, PayPal, e ti arriva l’email con i link per scaricare i libri. Finito? No, qui cominciano i problemi.
I libri sono protetti da DRM Adobe, quindi il bottone del download, per ciascun titolo, ti fa scaricare un file .acsm che non è il libro acquistato, ma solo la licenza per poterlo scaricare. E adesso che ho la licenza, come si fa?
Beh, adesso devi installare sul tuo PC, se non ce l’hai già, il software “Adobe Digital Editions” (ADE). E poi, se non ce l’hai già, devi registrarti sul sito Adobe per ottenere un ID Adobe. Adesso devi avviare ADE e associare il tuo PC al tuo ID Adobe. Vuol dire che selezioni dal menu l’apposita voce e inserisci le tue credenziali.
Ecco, adesso sei pronto per aprire il file .acsm da dentro ADE, il programma verifica la tua identità (ID Adobe) e scarica il tuo libro. Quando hai finito, puoi ripetere l’operazione per gli altri libri che hai comprato.
Questo, se tutto va bene.
Io avevo già un account Adobe ID e ADE installati, con il PC già associato. Quando ho provato ad aprire il file per scaricare il libro, ottenevo solo una segnalazione di errore sull’autorizzazione della licenza. Il fatto è che, dall’ultima volta in cui ho aperto ADE è passato del tempo, e nel frattempo ho cambiato la password del mio account Adobe. Con le credenziali salvate, non più corrette, la licenza non poteva essere autorizzata. Allora ho dovuto disassociare il PC, con una procedura che chiede comunque le credenziali corrette, e poi associare nuovamente il mio Adobe ID al computer.
Dopo questa procedura, hai scaricato i libri sul computer. Ora hai il permesso di aprire il libro che hai comprato esclusivamente su reader e dispositivi che siano stati associati al medesimo Adobe ID che li ha scaricati. In altre parole, addio libri prestati agli amici.
Un momento.
Io sono un sistemista, ex programmatore. I problemi informatici so come affrontarli, so come trovare la soluzione e come applicarla. Sono stato in grado di completare tutta la procedura nonostante spiegazioni dettagliate sul sito non ce ne fossero. Dopo di che ho saputo anche trovare dove fossero stati scaricati i libri sul mio PC e li ho potuti spostare dove volevo. Sono stato in grado anche di copiarli sul mio ereader, dove ho dovuto installare un lettore adatto al DRM Adobe e l’ho configurato. Ma tutte queste cose non sono operazioni alla portata di tutti.
Cosa sarebbe successo se a comprare il libro fosse stata una persona con minori competenze informatiche? Per quale motivo leggere un libro deve essere una tale odissea? Cosa credono di proteggere gli editori che compiono una scelta tanto idiota da porre restrizioni ad un romanzo? Per chi sa di cosa si tratti, la protezione DRM sui file epub si elimina in pochi secondi. Esistono decine di tool gratuiti per “ripulirli” da questa serratura inutile.
A farne le spese sono soltanto i lettori “comuni”, quelli che non hanno una laurea in ingegnaria informatica.
Scaricare un ebook “pirata”, al confronto, è assai più facile, e poi lo si può leggere ovunque, senza limitazioni o inutili spargimenti d’imprecazioni e di euro.
E allora io, per proteggere il denaro che ho speso, per non rischiare di non poter accedere ai file che ho legittimamente comprato, per essere libero di usare tutti i dispositivi che ho e tutti i software che mi aggradano per leggere il libro che ho acquistato, prima di archiviare quei tre ebook nella mia raccolta, rimuoverò la protezione DRM nella piena consapevolezza che sarebbe illegale, ma è l’operazione più logica per conservare ciò che mi appartiene: quella copia virtuale del libro.
Il DRM sui libri non ha alcun effetto sulla pirateria e ostacola, invece, i lettori che acquistano gli ebook. Rappresenta più un danno per gli scrittori ed il loro pubblico che uno strumento di tutela. Perché il malcapitato che spende trenta euro per poi non riuscire nemmeno a vedere nemmeno la copertina di quei libri senza rivolgersi ad “uno che ne capisce”, col cazzo che ritornerà a comprare un ebook.
Ma poi, questo DRM cosa dovrebbe tutelare? Da quando esistono i libri, nessun autore è mai stato danneggiato dagli amici che si prestano i libri. Anzi. E allora, credo che si possa dire soltanto una cosa di questa tecnologia di proitezione che assomiglia tanto ad un preservativo bucato. Il DRM sugli ebook è una stronzata pazzesca.

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