Le colazioni con Anna

tavola imbandita - foto di Aleks FalconeViaggiavo in treno, e arrivavo ogni mattina in Università molto presto. Cercavo il posto per studiare, ci mettevo la borsa e poi andavo al bar della mensa. L’orario era più o meno fisso. Le otto, più o meno. Anna era già lì, sfogliando il giornale. Oppure sarebbe arrivata entro pochi minuti. Il primo caffè del giorno, lo prendevamo insieme, seduti di fronte, col cornetto e la chiacchierata sull’argomento del giorno. Era bella, Anna. Mi piacevano i suoi capelli neri. E mi piacevano i suoi pensieri.
Certe volte restavamo soli, più spesso ci raggiungeva qualcuno degli altri amici.

Ci aspettavamo, come una consuetudine, un appuntamento non detto. Una coincidenza che si ripeteva ogni giorno. E per parecchi mesi, forse di più, forse di meno: non lo ricordo.

Ed è tutto qui. Studiavamo cose diversissime, frequentavamo altri “giri”. Spesso quello era l’unico incontro della giornata. Dopo l’Università, non c’è stato più motivo di incontro. Però quando penso alle cose di quegli anni, questo è uno dei ricordi belli.

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