Tavolino d’angolo

zorbaL’amicizia non nasce, la scopri già lì, come se fosse sempre stata ad aspettarti. Ogni volta che Nino scopre una nuova amicizia, se ne sente conquistato. Gli pare un evento prezioso e delicato.

Ogni volta che Gino scopre di essere stato tradito da chi credeva amico, non sta bene. Chi l’osserva da fuori pensa che stia esagerando, che si comporti come uno che non è del tutto adulto. Ma chi l’osserva non capisce.

Quando Lina scopriva che le sue amiche avevano organizzato una gita per il fine settimana e non l’avevano invitata, piangeva. Decideva ogni volta che ora basta, non le voglio più vedere. Ma poi non riusciva a lasciarle. Lina voleva bene alle sue amiche. Senza speranza.

Nichi era triste, quel giorno. Perché ci si sente un po’ così quando scopri che hai chiamato amici le persone sbagliate. Era seduto al tavolino di un bar. Qualcuno occupò la sedia vuota alla sua sinistra. Alcune parole furono dette; un sorriso; piacere, Nichi.

Ti dico, però mi raccomando, lo sai solo tu, non l’ho mai detto a nessun altro, disse lei. Era un piccolo segreto. Ma era importante e definitivo come possono esserlo i sogni dell’età adulta. Quelli che non dici perché ti vergogni, perché hai paura che poi.

Nichi accolse le sue parole come un oggetto prezioso e delicato. Si fida di me, pensava Nichi. Ha condiviso con me qualcosa che per lei è di immenso valore. Le sono bastati pochi minuti. Nichi sentiva dentro qualcosa che gli faceva bene. Non dubitare, la tua gemma, la tua gemma è al sicuro.

Quando si lasciarono, promisero di restare in contatto. E tornarono alle rispettive vite, centinaia di chilometri distanti da quel tavolino d’angolo.

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