Il destino di una scatola. Vuota.

(Tratto da una storia improbabile)

Foto: Honou
Foto: Honou

Ho già raccontato la storia del telefono comprato quattro volte. Quello che ho comprato usato. Anzi, “ricondizionato”. Almeno per quanto possa essere stato usato un modello che è in commercio da meno di un anno. In breve, ho risparmiato oltre duecento euro, rinunciando però alla scatola originale ed alle punte di ricambio per il pennino. Potevo sopportarne la mancanza.

Ci ho trovato installato il sistema operativo personalizzato per un operatore telefonico francese. Il che mi faceva indovinare l’origine. Oh, se te lo stai chiedendo, no, non è rubato o di ignota provenienza. L’ho comprato su Amazon, con tanto di garanzia legale.

Non ho perso tempo ed ho installato un firmware italiano no-brand. E poi? E poi, per curiosità, ho cercato sul web quelle punte di ricambio. Per vedere se fosse un complemento costoso. Ed ho trovato molto di più…

La scatola!
(Stacco musicale da colpo di scena).

Già, un utente francese di eBay aveva messo in vendita la scatola. Con tanto di bustina di punte di ricambio e foglietto d’istruzioni. Che cosa strana: c’è tutto; manca soltanto il telef… Un momento… francese? Vuoi vedere che…

Non lo saprò mai. Dalla scatola è stato cancellato il codice IMEI del telefono, per ovvii motivi. Ma è una storia che ha della poesia. Lo smartphone e la sua scatola, riuniti dal destino… io quella scatola la compro subito. Ma questo già lo sapevi perché hai letto il titolo.

Un giovedì è arrivato il pacchetto. Non ero in casa. Trovo l’avviso, col codice della spedizione. Verifico sul sito che sia in giacenza. Il codice non esiste. Boh. Venerdì non riesco a passare da SDA. Rimando a lunedì. E lunedì, il dramma. Nemmeno troppo drammatico, comunque.

— Il pacco dovrebbe essere qui, ma sul sito non ho potuto avere conferma: il codice risulta inesistente.
Il tizio alla reception controlla.
— Il pacchetto è qui, l’autista ha scritto male il codice. Ma c’è una brutta notizia…

In un istante passo in rassegna ogni genere di disguido. Lui non mi guarda. Deve essere grave. Decido che il peggiore evento possibile è l’autista che ha dimenticato di lasciarlo in magazzino. Che ingenuo:

— …Stanotte sono venuti i ladri ed hanno aperto tutti i pacchi. Questo è uno di quelli.

Sorvolo sull’evidente cacofonia da pronomi dimostrativi giustapposti a cazzo e penso “Uah! Che storia!” mentre l’altro cliente in attesa ha un fremito. Impreca sottovoce. Forse ha paura che gli abbiano aperto il pacco. Avrà ordinato da un sexy shop.

L’addetto al terminale, con gli occhietti tristi e imbarazzati, mi chiede se so cosa contenesse il mio pacchetto dalla Francia. Gli dico che era una scatola vuota. Mi guarda strano. Lo tiro fuori. Il telefono, dico.
— Ho comprato questo, usato. E poi ho comprato la scatola originale da un francese.

Non lo vedo convinto. Mi dice che il pacchetto è lì, ma è stato aperto. Intanto è arrivato un secondo omino. Potrebbero consegnarmelo, ma devo dichiarare che per me va bene così. Io dico che vorrei vedere se c’è tutto. Uno dei due va a prenderlo.

Foto: Honou
Foto: Honou

L’altro prova a comporre un racconto:
– Eh, abbiamo avuto i ladri… eppure la vigilanza… che poi non sono rimasti poco… ore… hanno aperto tutti i pacchi… una volta, ma adesso non abbiamo più contanti… anni fa sono entrati dal soffitto… bucato il tetto… dal controsoffitto hanno spento i sensori… ci sono stati i ladri stanotte… eh, la vigil…
Il suo collega torna, prima che finisca catturato in un loop infinito.

Mi fanno domande a trabocchetto per capire se effettivamente so di cosa sto parlando. Le so tutte. Con disinvoltura. Mi mostrano il pacchetto con l’imballo strappato. È arrivata anche una tizia, con l’aria del capo spietato. Enumero a memoria l’elenco supposto di elementi che il pacchetto dovrebbe contenere. La supposta è giusta. La capa mi guarda con ammirazione. Aprono la scatola e c’è tutto. Glielo dico.

— C’è tutto?
— Sì, era solo la scatola, non c’era il telefono.
— Meno male… noi pensavamo che avessero preso il telefono e lasciato la scatola.

L’omino uno e l’omino due adesso sorridono. Per sicurezza, torno domani a ritirarlo, così stasera ho verificato sulla documentazione dell’acquisto e il dettaglio fotografico del contenuto. Che infatti corrisponde.

Tornando a casa, non posso non pensare alla spassosa combinazione degli eventi. I ladri che aprono la mia scatola e non ci trovano nulla. Gli spedizionieri che credono sia stato rubato il costoso telefono di un cliente. Io che sorrido e dico che ho comprato una scatola vuota.

Questa la racconteranno per anni.
E pure io.

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