Omeopatia: La differenza tra Hahnemann e Darwin

Articolo originale: http://www.csicop.org/si/show/difference_between_hahnemann_and_darwin/
(Skeptical Inquirer. Volume 32.1, January/February 2008)

Autore: U. Kutschera (Institute of Biology, University of Kassel, Heinrich-Plett-Strasse 40, D-34109 Kassel, Germany.)
Traduzione: Alessandro Falcone

Articolo tradotto e pubblicato per gentile concessione del Committee for Skeptical Inquiry (CSI)

La differenza tra Hahnemann e Darwin

Al contrario della biologia evoluzionistica, l’omeopatia è un sistema chiuso e dogmatico di regole fisse. Inoltre, il suo principio di base è una irrazionale tautologia priva di fondamenti reali.

Un “Rapporto Speciale” pubblicato di recente [l'articolo è del gennaio 2008, ndt.] su Nature sosteneva che il noto Principio dei Simili di Samuel Hahnemann (“il simile cura il simile”), che è basato sul trattamento della malattie con agenti estremamente diluiti e vigorosamente scossi (le cosiddette “potenze”), è una pseudoscienza (Giles 2007). Benché tale conclusione sia vera, temo che questo articolo, che può essere visto come la continuazione di un’eccellente articolo su omeopatia e fisica pubblicato dieci anni fa su Skeptical Inquirer (Park 1997), non convincerà tutti i lettori della natura antiscientifica di questa medicina alternativa. Tuttavia, penso che gli argomenti aggiuntivi che seguono possano persuadere tutte le persone di mente aperta che l’omeopatia è , di fatto, ciarlataneria del diciottesimo secolo.

Primo, l’affermazione degli omeopati secondo cui rimedi estremamente diluiti abbiano un effetto indipendente dalle convinzioni del paziente e del praticante è stata confutata. Questa controversia è fondata sulla premessa che le varie potenze possano essere distinte tra loro. In uno studio di tipo quantitativo, è stato dimostrato come due specifiche potenze, cioè il Natrium muriaticum 30C ed il Sulphur 30C, di cui si dice siano molto attivi e che abbiano proprietà assolutamente differenti, fossero indistinguibili per un eminente omeopata. Per l’identificazione delle potenze, al mestierante era concesso l’uso di tutti i metodi disponibili, clinici, fisici o chimici (Roberts 1989).

Secondo, gli omeopati solitamente sostengono che il principio di Hahnemann sia stato confermato dai trattamenti su animali di medicina omeopatica. In questi trial il paziente non umano non è consapevole di ricevere alcuna cura, per cui l’effetto placebo può essere escluso. Ma un recente articolo sull’omeopatia in medicina veterinaria dimostra che questa popolare affermazione è falsa (Taylor 2005).

Terzo, l’omeopatia moderna è ferma all’assunto che i rimedi mantengano un’attività fisiologica anche se diluiti oltre il numero di Avogadro [FIGURA 1], Il che significa che non vi rimarrebbe alcuna molecola della sostanza attiva (le “alte potenze”, per esempio, sono “soluzioni senza soluto”). Questa “memoria dell’acqua” o ipotesi “impronta”, che è stata discussa in dettaglio da Park (1997), è stata di recente confutata. Utilizzando nuove tecniche spettroscopiche, è stato dimostrato che l’acqua perde la sua “memoria” delle correlazioni strutturali entro cinquanta femtosecondi (un femtosecondo è 10(-15) di secondo), interrompendo ogni genere di “archivio informazioni” a lungo termine sulle particelle in precedenza diffuse, sostenuto dagli omeopati (Cowan et al. 2005).

Il numero (o costante) di Avogadro è il numero di “oggetti” (atomi o molecole) in una mole (NA = 6.02214179 x 1023 mol-1). Se una data soluzione di 1 mol3L-1 di sostanza (per esempio, saccarosio) è diluita 24 volte per un fattore 1/10, non resta soluto in questa “soluzione diluita” (ovvero, “D 24″ è solo acqua).

Fig. 1.: Illustrazione del numero di Avogadro (NA). Una data quantità di saccarosio (342.3g) è sciolto in acqua pura per un volume di un litro. Questa soluzione acquosa contiene circa 6.022 x 1023 molecole di saccarosio (NA)

Infine, dovrebbe essere evidente che i principi dell’omeopatia non sono cambiati granché nel corso degli ultimi duecento anni. Se Hahnemann dovesse affrontare un esame di medicina omeopatica oggi, non avrebbe problemi a rispondere correttamente alla maggior parte delle domande. Tuttavia, Charles Darwin non avrebbe alcuna possibilità di superare un esame di biologia evolutiva oggi, poiché l’attuale teoria sintetica dell’evoluzione biologica si è sviluppata molto al di là del suo classico principio della discendenza con modifiche per selezione naturale. Termini come genotipo, fenotipo, mutazioni genetiche, eccetera, erano sconosciuti a Darwin, che adoperava le metodologie del suo tempo. Nonostante questi limiti, formulò molti quesiti nuovi e ancora aperti, ed infine diventò il decano di una nuova agenda di ricerca e di una nuova disciplina scientifica (Kutschera and Niklas 2004).

Fig. 2.: Serie di diluizioni. Una soluzione concentrata è diluita serialmente per un fattore di 10. Dopo tre passi, il numero di particelle per volume d'acqua crolla da 100 a zero (valore medio). Secondo i dogmi dell'omeopatia classica, si suppone che questa "soluzione senza soluto" eserciti un effetto fisiologico positivo su organismi animali, umani e piante

Al contrario della biologia evolutiva, l’omeopatia è un sistema chiuso e dogmatico di regole fisse. Inoltre, il suo principio di base, “Nulla, sciolto in acqua, è più efficace dell’acqua in cui nulla è sciolto”, è una irrazionale tautologia priva di fondamenti reali [FIGURA 2]. L’omeopatia deve essere considerata come una fede statica e quasi religiosa per la quale non c’è posto in alcun curriculum scientifico.

Bibliografia
- Cowan, M.L., B.D. Bruner, N. Huse, J.R. Dwyer, B. Chugh, E.T.J. Nibbering, T. Elsaesser, and R.J.D. Miller. 2005. Ultrafast memory loss and energy redistribution in the hydrogen bond network of liquid H2O. Nature 434: 199-02.
- Giles, J. 2007. Degrees in homeopathy slated as unscientific. Nature 446: 352-53.
- Kutschera, U., and K.J. Niklas. 2004. The modern theory of biological evolution: an expanded synthesis. Naturwissenschaften 91: 255-76.
- Park, R.L. 1997. Alternative medicine and the laws of physics. Skeptical Inquirer 21 (5): 24-28.
- Roberts, T.D.M. 1989. Homeopathic test. Nature 342: 350.
- Taylor, N. 2005. Homeopathy in veterinary medicine. Skeptical Intelligencer 8, 15-18.

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10 Comments to “Omeopatia: La differenza tra Hahnemann e Darwin”

  1. WeWee Says:

    Articolo interessante, non conoscevo la frase: “Nulla, sciolto in acqua, è più efficace dell’acqua in cui nulla è sciolto”, bellissima, mi sa che la rubo.

    Saluti!

  2. Omeopatia: La differenza tra Hahnemann e Darwin Says:

    [...] Fonte:  Omeopatia: La differenza tra Hahnemann e Darwin [...]

  3. Giamp Says:

    Io vorrei solo far notare che l’articolo in principio assersice che esistono tautologie irrazionali.
    Non so bene che senso l’autore volesse dare al termine “tautologia” ma mi sembra strano definire una tautologia come irrazionale.
    Tautologie spesso vengono considerate quelle proposizioni che non possono essere false, oppure quelle proposizioni vere in virtù della loro forma logica. In questo senso ogni tautologia entrando nel dominio della logica potrebbe essere ritenuta anche razionale. A meno che con razionalità non si intenda qualcosa d’altro. Ma se non ci guida la logica nella definizione di razionale, da cosa ci faremo guidare?
    Per inciso, vorrei anche fare notare che è falso che la frase: “Nulla, sciolto in acqua, è più efficace dell’acqua in cui nulla è sciolto” è una tautologia. E’ sicuramente bizzarra, ma non una tautologia.

  4. Virquam Says:

    “l’articolo in principio assersice che esistono tautologie irrazionali”

    No, l’articolo afferma testualmente, parlando di omeopatia, che il suo principio di base è una irrazionale tautologia priva di fondamenti reali” (a leggere con attenzione si risparmiano domande inutili).

    Ed è innegabile che l’affermazione secondo cui “il simile cura il simile” sia una tautologia priva di senso, di qualsiasi giustificazione razionale e di qualsivoglia legame con il mondo reale.

    Al contrario, da nessuna parte la frase: “Nulla, sciolto in acqua, è più efficace dell’acqua in cui nulla è sciolto” viene definita tautologia. Serve invece per sottolineare quanto irrazionale e privo di senso sia il principio su cui si fonda la teoria omeopatica.

    Non sarà mai sottolineato abbastanza che le pratiche ed i preparati omeopatici non hanno nulla a che vedere con la medicina e con la cura di malattie. Con buona pace di chi – del tutto irrazionalmente – nega l’evidenza ed insiste a crederci: di superstizioni si sono riempiti i cimiteri.

  5. Giamp Says:

    Effettivamente l’articolo non afferma che “l’articolo in principio assersice che esistono tautologie irrazionali” però sicuramente l’autore lo assume o per lo meno dovremmo dedurlo noi dalle sue parole. se infatti: “il suo principio di base è una irrazionale tautologia priva di fondamenti reali” allora esistono delle tautologie irrazionali.
    Mi scuso per la cattiva interpretazione di ciò che veniva definito principio base in tautologia. Non trovando tautologie nel testo ma vedendo evidenziata un’asserto che poteva avere un a prima vista un vago sapore tautologico mi sono lasciato trasportare.
    Vorrei però farti notare che è ancora falso e quindi negabile, che l’affermazione “il simile cura il simile” sia una tautologia, a meno di un uso non standard del termine.
    Ribadisco infatti che le tautologie sono affermazioni che non possono essere false come ad esempio “il gatto ha la coda o non ha la coda” mentre potrebbe benissimo essere falso che “il simile cura il simile”. Questo dipende dalla differente forma logica delle due espressioni.Formalizzando la prima sarebbe P(a) o nonP(a), la seconda (aRa).
    Detto ciò, non spendo nemmeno una parola a favore dell’omeopatia.

  6. Giamp Says:

    Scusa, non mi è riuscito un copia-incolla.Ti pregherei di sostituire le prime cinque righe del post precedente con questo testo:

    “Effettivamente hai ragione, l’articolo non afferma che però sicuramente l’autore lo assume o per lo meno dovremmo dedurlo noi dalle sue parole. Se infatti si dice: “il suo principio di base è una irrazionale tautologia priva di fondamenti reali” allora si sta anche affermando (implicitamente) che esistono delle tautologie irrazionali.”

    Saluti.

  7. Giamp Says:

    Uff, stamattina sono un disastro. Ti pregherei di sostituire la correzione precedente con questa (scusa davvero tanto, forse si potrebbe anche canchellare il commento precedente):

    “Effettivamente hai ragione, l’articolo non afferma che ‘esistono tautologie irrazionali’ però sicuramente l’autore lo assume o per lo meno dovremmo dedurlo noi dalle sue parole. Se infatti si dice: ‘il suo principio di base è una irrazionale tautologia priva di fondamenti reali’ allora si sta anche affermando (implicitamente) che esistono delle tautologie irrazionali.”

    e ora non rompo più le scatole.

  8. Giamp Says:

    Pensavo di aver risposto stamane ma la connnessione deve aver fallito. Provo a rievocare il testo.

    Hai ragione, nel testo non si asserisce “che esistono tautologie irrazionali” ma sicuramente è quello che pensa l’autore o per lo meno quello che dovremmo dedurre noi dalle sue parole: infatti, se esiste un principio di base di qualche disciplina che sia una irrazionale tautologia, allora esistono irrazionali tautologie.

    Effettivamente mi sono lasciato fuorviare dalla dicitura “principio di base” pensando che l’autore si riferisse con il termine tautologia a “Nulla, sciolto in acqua, è più efficace dell’acqua in cui nulla è sciolto”. Tuttavia a mia discolpa posso dire che era difficile trovare tautologie in un testo che non ne contenva.

    Infatti è falso, quindi negabile, che “il simile cura il simile” sia una tautologia, a meno di un uso non standard del termine. Ribadisco infatti che le tautologie sono quelle asserzioni che non possono essere false.Ad esempio è una tautologia “il gatto ha la coda o non ha la coda” mentre invece non lo è “il simile cura il simile”. Formalizzando brutalmente la forma logica della due frasi: P(a) o nonP(a) mentre l’altra è P(a,a). Nessuno può scoprire che è falso “il gatto ha la coda o non ha la coda” mentre qualcuno può scoprire che è falso “il simile cura il simile”.

    Detto ciò, non spendo una parola in favore dell’omeopatia.

    Saluti.

  9. Virquam Says:

    Nell’accezione comune, non filosofica, del termine, la tautologia indica semplicemente un’espressione ripetitiva e ridondante, come si può verificare consultando un qualsiasi vocabolario italiano. Quindi, senza troppe seghe mentali sulla logica e sulla verità/validità teoretica della tautologia, ciò che è scritto nell’articolo è senza dubbio corretto. Anche in considerazione del fatto che l’uso del termine “tautologia” non ha alcuna rilevanza nel significato e nello scopo del testo. È il proverbiale dito che indica la Luna.

  10. Giamp Says:

    A questo punto non so che dirti pensala pure come vuoi. Secondo me bastava che specificassi l’uso non standard del termine come hai fatto ora. Comunque, se provassi a cercare su un vocabolario (per quanto possano contare i vocabolari a definire la correttezza di un termine) probabilmente troverseti che la sua definizione differisce in modo sostanziale dalla tua.

    Sicuramente la mia notazione non mina l’argomentazione che e’ contenuta nell’articolo (cosa che non avevo intenzione di fare) pero’ la dice lunga sull’uso retorico dei termini che taluni divulgatori fanno. E poi scusa, a esser piu’ corretti ci si guadagna sempre.
    Le cose non sono tanto difficili ma nemmeno cosi’ semplici come spesso sembrano.

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