Omeopatia: illusione senza cura. Match al Corriere: Garattini 5 – Boiron 0
Dopo l’attacco deciso dei medici britannici contro quella che definiscono, senza mezzi termini, stregoneria, una nuova sconfitta pesante per i sostenitori dell’omeopatia.
Tutto sommato non è una sorpresa: ogni qualvolta si portano nel dibattito elementi fattuali, dati concreti ed oggettivi, allora l’omeopatia crolla miseramente, mostrando la propria inconsistenza sotto ogni punto di vista.
Martedì scorso (25 maggio) la Fondazione Corriere ha organizzato un convegno nell’ambito del quale è avvenuto un incontro tra Christian Boiron, presidente dell’omonima multinazionale di prodotti omeopatici, e Silvio Garattini, illustre farmacologo, direttore dell’istituto Mario Negri di Milano.
L’incontro si apre subito con un colpo a sorpresa: il dottor Luigi Ripamonti, moderatore, ricorda una dichiarazione di Boiron di qualche anno fa secondo cui è assurdo pensare che una qualunque sostanza diluita nelle proporzioni impiegate in omeopatia possa avere una qualche utilità. Quindi lo stesso Boiron avrebbe ammesso l’assurdità dei principi omeopatici? Lui dice che non ricorda, che se l’ha detto è stato perché non parla bene italiano. Ce lo spiega in francese, ma cambiando immediatamente discorso.
La sua difesa dell’omeopatia si basa sulla santificazione della figura di Hahnemann, che due secoli fa inventò i principi su cui si fonda l’omeopatia.
Lui la chiama “legge” dei simili, ma fino ad oggi nessuno è mai stato in grado di dimostrarne la correttezza. Lui chiama “scienza” l’omeopatia, ma al contrario della scienza vera, in due secoli non ha subito alcun aggiornamento, aspetto che l’avvicina più alla religione.
Il professor Garattini è chiaro e semplice nella sua risposta: il fatto che l’omeopatia sia utilizzata, non ne dimostra l’efficacia. L’oroscopo ne è un esempio.
La legge di Avogadro non lascia speranza: a quelle diluizioni, nei preparati omeopatici non è presente alcuna molecola di sostanza attiva. Nessuno è in grado di distinguere tra loro i preparati omeopatici, perché sono tutti uguali.
Per questo non hanno effetti collaterali: non hanno effetti.
Ma per curarsi non si sceglia un prodotto “perché non fa male”, lo si sceglie, invece, perché faccia bene. E questo semplice fatto mette fuori gioco l’omeopatia.
La presunta (e smentita) “memoria dell’acqua” è una teoria invocata dagli omeopati, che è stata ampiamente smentita dai fatti sperimentali. Oggi si è passati a sostenere presunte “radiazioni” che si sprigionerebbero dalle molecole. Radiazioni, ancora una volta, che nessuno ha mai visto e misurato. Anche qui serve una buona dose di fede per credere a qualcosa che non è reale.
I fatti sono altri: i prodotti omeopatici non possono avere indicazioni terapeutiche perché tali indicazioni per legge sono subordinate alla dimostrazione di efficacia.E nessun prodotto omeopatico ha mai dimostrato alcuna efficacia per nessun tipo di malattia. La legge non dovrebbe permettere di mettere in commercio prodotti che non hanno alcuna utilità medica.
Garattini esemplifica il principio omeopatico con il vino Nebbiolo. Prendiamo una parte di vino e la diluiamo in 99 parti di acqua. Agitiamo. Prendiamo una parte di ciò che otteniamo e la diluiamo ancora in 99 di acqua. Ripetiamo il procedimento mille volte, poi imbottigliamo il risultato e lo vendiamo in un supermarket come “Nebbiolo omeopatico“. Chi lo comprerebbe? Forse qualcuno potrebbe crederci, ma solo chi non conosce la differenza tra vino e acqua…
Il confronto va avanti tra le affermazioni deboli ed inconsistenti di Boiron e le risposte chiare e documentate di Garattini. Ne viene fuori un quadro chiaro: l’omeopatia è uno spreco di denaro per chi vi si affida ed è un rischio per la salute nel momento in cui si abbandonano terapie mediche vere.
Purtroppo aziende multinazionali come la Boiron hanno interesse diretto a speculare sulla credulità della gente anche approfittando della scarsa educazione scientifica.
Aggiornamento (31 maggio):
Oggi è stato pubblicato un post sullo stesso argomento sul blog MedBunker. Qui WeWee sottolinea le incredibili contraddizioni in cui è caduto Christian Boiron, che sostanzialmente ammette tra le righe l’assoluta inaffidabilità dell’omeopatia. Boiron stesso si cura con farmaci veri, non con l’omeopatia. Come sempre, le parole di WeWee sono molto più efficaci di quanto potrebbe essere un mio riassunto. Consiglio dunque di leggere per intero il suo interessante articolo: “L’omeopatia funziona! Per i clienti.”
Fonti:

30 de May, 2010 at 11:26
…Ho seguito la conferenza anche io e non mi pare si possa concludere, obiettivamente, con un 5 a 0 per Garattini. Al contrario, sembra proprio che il più criticato, da una platea composta per la maggior parte di esperti (medici e ricercatori), sia stato proprio il professor Garattini. A lui non si deve imputare la colpa di non credere all’efficacia dell’omeopatia – è ovvio – però gli si deve ricriminare quell’atteggiamento di chiusura a mio parere “poco scientifico”. Quello che Boiron chiede è semplicemente l’aiuto della farmacologia e della medicina allopatica nelle ricerche e nello studio dell’efficiacia e dei meccanismi d’azione dell’omeopatia. Solo così si potrà arrivare, forse, ad una conclusione e quindi a conoscere veramente la validità di questa che ad oggi è considerata una vera e propria medicina (laddove per medicina intendiamo la terapia medica).
30 de May, 2010 at 12:53
Non credo che la presunta reazione di una platea, ammesso che ci sia stata, sia la misura della correttezza di una affermazione.
Boiron si è guardato bene da raccontare tutta la verità. Da due secoli si conducono esami e sperimentazioni per verificare gli effetti oggettivi dei preparati omeopatici. In nessun caso, dopo centinaia di test, un cosiddetto “rimedio” ha dimostrato di avere un qualche effetto apprezzabile. In altre parole, i fatti dimostrano che l’omeopatia non funziona. Questo Boiron lo sa, ma non lo dice: comprensibile, dal momento che vive della vendita di questi prodotti inutili.
Nemmeno esiste alcun “meccanismo d’azione” da scoprire, visto che non esiste un’azione, né un’agente.
Sappiamo per certo che i preparati omeopatici non contengono nemmeno una molecola di sostanza attiva (v. Numeo di Avogadro) e sappiamo per certo che non hanno alcun effetto. Non c’è quindi alcuna spiegazione da ricercare poiché non c’è alcun fenomeno da spiegare.
Il principio formulato da Hahnemann è una teoria smentita dalle scoperte scientifiche successive. Ciò che appariva plausibile nel ’700, oggi è senza senso. Ed è ridicolo sostenere ancora quelle credenze ed allo stesso tempo invocare la scienza per convalidarle.
“Poco scientifico” è continuare a considerare l’omeopatia qualcosa di diverso da una superstizione stregonesca. Di fatto non ci sono elementi per ritenere che si tratti di altro. Quella che chiami “chiusura” è al contrario una semplice presa d’atto che l’omeopatia non ha nulla a che vedere con la medicina e con la scienza. Questa è la conclusione già raggiunta, verificata e documentata dall’indagine scientifica.
“Poco scientifico” è l’atteggiamento di chi non accetta i fatti ed ancora invoca ulteriori ricerche. Costoro sono persone ingenue che ci credono come ad una religione, medici incoscienti e pericolosi che seguono la moda redditizie delle pseudomedicine e quelli come Boiron, che queste bufale mediche le produce. La presa di posizione dei medici inglesi è auspicabile da parte di tutto il mondo medico: l’omeopatia è stregoneria.
7 de June, 2010 at 11:33
Il mio commento è riferito puramente alla conferenza e non mi pare si possa parlare di 5 a 0 per Garattini. Obiettivamente l’andamento degli interventi e le reazioni del pubblico mostrano tutt’altro risultato. Il mio parere.
Per quanto riguarda il suo commento, da giornalista che non fa uso di omeopatia, le dico che non è del tutto così come lei sostiente. Devo contraddirla. E continuare con lo slogan “omeopatia è stregoneria”, sembra veramente di fare un salto indietro di qualche secolo, quando le streghe venivano messe al rogo! Fortunatamente sono tempi passati…oggi siamo liberi di esprimerci e di decidere per noi stessi.
Legga i vari articoli scientifici prodotti, e si faccia recapitare il libro sulle prove dell’efficacia dell’omeopatia realizzato da Guna Spa. Dopo ne riparliamo…ma non dell’efficacia o meno dei medicinali omeopatici, ma dell’attegiamento di chiusura e tutt’altro che scientifico di molte persone e profesionisti.
Se l’Europa ha definito l’omeopatia una medicina e se nel mondo esistono fondazioni di ricerca, corsi di laurea, specializzazione universitarie e migliaia di medici che la utilizzano, allora qualcosa di vero ci deve essere. O sono tutti imbecilli?! (mi si permetta il termine)
La invito a seguire le mie interviste su ***
7 de June, 2010 at 19:17
Confermo quanto ho già affermato: non esiste alcuna dimostrazione clinica di efficacia per nessun “rimedio” omeopatico. Sfido chiunque a dimostrare il contrario.
Sottolineo con forza che un opuscolo pubblicitario di un’azienda che vive spacciando prodotti omeopatici non è una pubblicazione scientifica. Quando una sperimentazione clinica condotta con metodo scientifico dimostrerà un qualche minimo effetto, allora se ne potrà riparlare. Di fronte a fatti precisi e documentati.
Oggi come oggi tutte le sperimentazioni condotte dimostrano che l’omeopatia è una bufala. Punto. C’è poco da discutere.
L’unico atteggiamento corretto e scientificamente giustificato è il rifiuto totale e senza alcuna eccezione dell’omeopatia come pratica che abbia a che vedere con la salute. Ogni altra “posizione” al riguardo è del tutto ingiustificata.
Ed è malafede definire questo atteggiamento come “chiusura”. Si tratta di informazione. L’omeopatia non guarisce. La libertà di scegliere dipende da una corretta informazione. Disinformare il pubblico spacciando le stregonerie omeopatiche per cure mediche, vuol dire negare la possibilità di scelta, mettendo a rischio la salute di tutti.
Non c’è discussione che tenga. Queste non sono opinioni, ma fatti concreti e oggettivi. L’omeopatia non è diversa dalla stregoneria: pratiche e rituali che non hanno alcuna motivazione razionale, prodotti inutili e privi di efficacia. Un “salto indietro” al medioevo sarebbe dar credito alle ciarlatanerie “alternative” come l’omeopatia.
Il fatto che “nel mondo” ci siano milioni di credenti, non è un argomento a sostegno. Semplicemente non è un argomento. Milioni di persone credono all’astrologia, ma non per questo c’è “qualcosa di vero”.
È falso che “l’Europa ha definito l’omeopatia una medicina”. Di più: non si capisce nemmeno che cosa voglia dire questa frase. L’omeopatia non è una medicina, e nessun ambiente sanitario europeo sostiene il contrario. Nel mondo gli unici istituti che si occupano di omeopatia sono quelli finanziati dalle multinazionali omeopatiche. Non esiste alcuna “laurea” in medicina omeopatica, ma soltanto corsi organizzati da organizzazioni omeopatiche impropriamente autodefinitesi “università”.
L’OMS, la maggiore organizzazione medica mondiale, nelle linee guida sull’omeopatia dello scorso febbraio, raccomanda di NON utilizzare prodotti omeopatici per le cure primarie. Anche se molte fonti giornalistiche italiane hanno scritto esattamente il contrario, basta leggere il documento originale per rendersene conto.
Chi si spaccia per giornalista dovrebbe almeno leggere qualche fonte primaria, o no?
Questo documento fa seguito alle comunicazioni dello scorso anno in cui sono espresse le forti preoccupazioni per la diffusione dei prodotti omeopatici nei Paesi in via di sviluppo per la cura dei bambini.
E se non fosse ancora chiaro, no, non c’è nulla di vero. La fisica e la chimica del liceo bastano a dimostrare nel modo più definitivo: il numero di Avogadro non lascia speranze ai creduli seguaci degli stregoni omeopatici.
Non sono tutti imbecilli: molti credono alle affermazioni di giornalisti che non sono capaci di informarsi e pretendono di aver capito tutto.
PS: la pubblicità non richiesta è spam.
10 de June, 2010 at 01:13
Io non continuo un dialogo con una persona arrogante che priva la gente della libertà di espressione e di opinione. Non faccio pubblicità al portale d’informazione per il quale scrivo perchè sinceramente non ne ha bisogno…il mio era solo un invito. Perchè al di la dei miei pareri personali, se va a rileggere l’articolo dal quale abbiamo cominciato il dialogo (?), così come tutti gli altri pezzi da me redatti sull’omeopatia, non vedrà alcuno schieramento. Mi limito a riportare dei fatti, delle notizie, a fare delle recensioni. Nulla di più. Sta al lettore poi farsi un’idea e giudicare. Quindi prima di emettere giudizi sulla professionalità degli altri, la prego di guardare la sua…un blog è fatto per dialogare e lei di fatto lo limita. Questo non mi pare corretto e professionale. La saluto e la ringrazio per l’attenzione.
12 de June, 2010 at 18:31
Per l’appunto, la pubblicità è “invitare” a leggere il proprio sito web. Le regole per commentare su questo blog sono chiare: e questo comportamento non è ammesso.
In una discussione, poi, chi sia il partecipante o cosa abbia fatto, scitto o detto altrove, non ha alcuna rilevanza. Riportare un link è utile solo nel caso in cui possa aggiungere informazioni utili alla discussione. Dei tuoi articoli non me ne inporta un accidenti. Rispondo a ciò che hai scritto qui, e che non hai minimamente ritrattato.
In altre parole, se hai argomenti concreti, puoi aggiungerli alla discussione, la quale, come vedi, è libera. Ciò che fai altrove, fosse pure vincere il Nobel per la medicina, non rende più credibili delle argomentazioni inconsistenti.
Se invece non sei in grado di rispondere alle critiche o non vuoi accettare di aver commesso degli errori, il problema è tuo. Posso solo consigliarti di riflettere sulla possibilità di trovare un mestiere diverso. Con queste premesse non credo che l’informazione sia il tuo.
Aggiungo soltanto che abbandonare una discussione con la ridicola scusa di una presunta “mancanza di libertà” è puerile. Le regole sono alla base della democrazia e della convivenza civile. Ignorarle non esime dal loro rispetto.
Un argomento medico va discusso sulla base di notizie precise e documentate, a tutela di chi legge. Soprattutto a tutela di una corretta informazione su una materia potenzialmente pericolosa. Tale prassi dovrebbe essere seguita soprattutto da chi sceglie il mestiere di giornalista. E se non sei in grado di documentare le tue convinzioni sull’omeopatia, forse è perché sono sbagliate.
Io non giudico “la professionalità degli altri”, ma la mancanza di professionalità mostrata da chi pretende di affrontare argomenti medico-scientifici senza la dovuta preparazione. I lettori sono sempre in grado di “farsi un’idea”. Compito di chi fa informazione è fornire gli strumenti conoscitivi sufficienti. Ciò vuol dire che è responsabilità del giornalista conoscere la materia prima di scriverne.
Sostenere, parlando di omeopatia, che “se l’usano in tanti qualcosa ci deve essere” o che “la scienza non dovrebbe rifiutarla a priori”, indica una scarsissima conoscenza di cosa si stia parlando. Nella fattispecie, come già sottolineato:
1. Centinaia di test clinici condotti per decenni hanno dimostrato tutti, senza eccezione, l’assoluta mancanza di efficacia dei preparati “omeopatici”;
2. I principi fisico-chimici conosciuti (Numero di Avogadro), escludono che le diluizioni omeopatiche possano contenere anche una sola molecola della sostanza diluita;
Questi sono fatti (non opinioni) che tu non hai riportato, nonostante siano stati chiaramente espressi durante l’incontro e siano abbondantemente documentati, certi e mai messi in dubbio.
L’omeopatia è rifiutata come medicina perché la ricerca ha dimostrato oggettivamente che non è una medicina. Ignorare – o tacere – questo fatto (per malafede o per ignoranza, non importa) vuol dire fare pessima informazione. Non è certo segno di professionalità.
Se si parlasse di un farmaco qualunque, di fronte a tali prove di inefficacia la sua immissione in commercio sarebbe, giustamente, uno scandalo. Ma la parola “omeopatia” sembra far dimenticare la realtà. Così improvvisamente i milioni di clienti assumono un incomprensibile valore probante. Il fatto che nessuno di quei “milioni” sia mai guarito grazie a quei prodotti viene taciuto.
Il “fatto” che milioni di persone credano all’astrologia, ai maghi, ai cartomanti, ai guaritori ed alle “medicine” alternative non rende nessuna di queste pseudo discipline meno truffaldine di quel che sono.
“Mangiate merda! Miliardi di mosche non possono sbagliare!”
14 de June, 2010 at 18:24
Se lei avesse letto gli altri articoli da me redatti (e pubblicati su un sito che non è mio!)in materia o se leggerà i prossimi in uscita, vedrà che ho intervistato medici, studiosi e professionisti della medicina. Non ho mai detto qualcosa di sbagliato e non ho mai dato un mio parere personale. Ho semplicemente raccolto le informazioni da gente che le conosce e che sa. In più mi sono preparato, andando a leggere libri, ricerche, navigando nel web e leggendo molti documenti “politici” ufficiali. A breve intervisterò anche un ricercatore, noto dagli addetti ai lavori, che vanta, oltre ad un’attività di ricerca ventennale, una lunga serie di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali (con impact factor alto!).
E poi tornando al punto di partenza che ha generato questa nostra discussione, concludo. Il mio intervento è nato in obiezione a quanto da lei sostenuto (e che per farsi pubblicità ha pubblicato il link sul “mio” sito che la redazione democraticamente non ha considerato spam), ovvero 5 a 0 per Garattini.
Io ho assistito alla conferenza, e torno a dirle, indipendentemente dalle proprie convinzioni/decisioni in merito, che l’esito OBIETTIVAMENTE è stato tutt’altro. Il riscontro del pubblico ce l’ha avuto maggiormente il Dott. Boiron. E’ una cosa obiettiva, basta rivedere la conferenza, senza troppe chiacchiere.
Se poi lei non crede all’omeopatia, a me poco interessa; rispetto la sua opinione in merito e sono contento per lei, per la tenacia con cui porta avanti le sue idee, nulla di più. Ma il dovere di un giornalista/cronista è riportare l’oggettività e non le convinzioni proprie o altrui. Così con obiettività e professionalità abbiamo riportato nell’articolo le due posizioni degli intervenuti, lasciando al lettore l’eventuale decisione a schierarsi. Nulla di più, nulla di meno. Non ho dato come lei invece ha fatto un punteggio!
La saluto vivamente ricordandole che “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Saluti
16 de June, 2010 at 23:06
Sono stato chiaro a proposito del rispetto delle regole. Se vuoi discutere di questioni medico-scientifiche, indica fonti credibili per le tue affermazioni.
Che l’omeopatia sia una pericolosa pratica pseudomedica non è una opinione, ma un fatto scientificamente dimostrato.