La dritta. Un sabato al Salone del Libro
“Ti do una dritta…”
La frase mi viene rivolta pochi istanti prima del consiglio. Prezioso, suppongo. Almeno è ciò che lascia intendere il suono della frase. L’espressione del viso ribadisce il concetto. Per quel che conosco Valentina, decido di fidarmi della “dritta”.
La scena si svolge al Salone Internazionale del Libro di Torino. A tre ore (ed un “boschetto” in Autogrill, preferito alla classica rustichella) da casa mia.
Non ero mai stato al SdL. Primo pensiero? La fila per la biglietteria è rotonda: tipica usanza italica.
Il secondo pensiero è quello di recuperare una mappa dei padiglioni. Portatile, possibilmente. Quella sulla parete, tre metri per due, è inchiodata.
Allora ne trovo una edizione pieghevole e l’intasco piegata. Penso alla mappa dell’impero 1 a 1 di Umberto Eco [1. Dell'impossibilità di costruire la carta dell'impero 1 a 1, in Secondo diario minimo, "Frammenti della cacopedia"].
Mi tuffo nel fiume compatto di corpi, borse, facce, mappe e fiatelle per arrivare ai padiglioni espositivi. Sono costretto a notare che procedo controcorrente. Ovunque vada.
Cammino per tre ore vagando tra gli stand. Nei primi venti minuti seguo un piano sistematico di esplorazione dei settori. Poi mi stufo, la smetto e mi faccio guidare dalle sensazioni.
Ed è a questo punto che avviene il PI (Piacevole Incontro) ed io ci guadagno il PC (Prezioso Consiglio). In cambio ho offerto una BI (Buona Idea), anzi, direi quasi una OI (Ottima Idea). Qualcuno la chiamerebbe IG (Idea Geniale). Quale? Organizzare una SRD (Serata Rievocativa da Diporto) a Milano.
PS (PoScritto): OK (Occhei), ora la smetto con gli acronimi.
La dritta stimola il bibliofilo assopito che tengo sempre nel portafogli e nel giro di mezz’ora acquisto libri per un’ottantina di euro. Compro ovviamente anche quello calorosamente consigliato.
Cammino ormai da cinque ore quando mi fermo allo stand del CICAP per salutare le persone che conosco. Ci raggiunge anche la distributrice di preziosi consigli e passa così con levità l’ultima ora prima di lasciare il Lingotto torinese.
Il ritorno è come l’andata, tranne che per il sole, già tramontato, e per qualche spruzzata di pioggia.
Piacevole è la notte in cui si viaggia.
18 de May, 2010 at 12:04
Nominata? Lusingata! ;-P
18 de May, 2010 at 16:28
Primo commento del blog! Complimentoni!